Letteratura galega e traduzione
Mostra bibliografica
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- Letteratura galega e traduzione
- 2026-05-11T09:00:00+02:00
- 2026-05-24T18:00:00+02:00
- Mostra bibliografica
Per festeggiare il Día das Letras Galegas 2026 del 17 maggio, il Centro di Studi Galeghi dell'Università di Padova ha dedicato una mostra bibliografica al tema della Letteratura galega e le traduzioni: opere letterarie tradotte dal e in galego. L'elenco dei titoli è raccolto in una collezione dedicata su GalileoDiscovery.
Selezione di libri della collezione del Fondo Galizia, il cui obiettivo è sottolineare il ruolo fondamentale della traduzione per costruire e arricchire una certa letteratura. L’esposizione mette in risalto i flussi di traduzione letteraria galego-italiano e italiano-galego che negli ultimi decenni hanno sperimentato discreti progressi.
Tradurre non è soltanto un atto linguistico, ma anche interculturale, visto che comporta una dislocazione delle coordinate originali di un testo (spazio, tempo, lingua, convenzioni, ecc.) per avvicinarsi a un nuovo pubblico. In particolare, la traduzione letteraria è un esercizio che fa crescere una lingua perché la induce ad adoperare registri e sfumature capaci di trasmettere un’esperienza estetica all’altezza dell’opera originale. Sarebbe veramente molto difficile comprendere la storia della letteratura ignorando il ruolo della traduzione.
Nonostante qualche precedente fin dal Rexurdimento (il Risorgimento galego), solo nel Novecento la traduzione in galego si consoliderà: prima tramite riviste (A Nosa Terra, Nós, Grial) e giornali (La Noche, Faro de Vigo), e dopo, ormai nel periodo democratico, con il formato libro.
I membri della Generazione Nós furono i primi a capire che era cruciale “anosar” (tradurre e assimilare) i grandi scrittori contemporanei per modernizzare la cultura galega: di qui le traduzioni pioniere di Otero Pedrayo di alcuni passaggi dell’Ulisse, di James Joyce, o di quelle dei testi di Rabindranath Tagore da parte di Vicente Risco.
Ma il franchismo limiterà quella visionaria attività culturale, come dimostrano i famosi episodi di censura del 1951 con le traduzioni al galego dell’antologia poetica Musa alemá e di A esencia da verdade, di Heidegger, il cui curatore, Ramón Piñeiro, fu vittima di una furibonda invettiva per aver osato tradurre la filosofia tedesca “con ritmo di cornamusa”. Invece, pochi anni dopo, Ramón Cabanillas riuscirà a pubblicare Versos de alleas terras e tempos idos (dove traduce Marziale, Baudelaire o Byron) e Álvaro Cunqueiro tradurrà autori di diversa origine per il giornale Faro de Vigo.
L’arrivo della democrazia migliorò le condizioni del sistema culturale ed editoriale galego; di conseguenza, le traduzioni non si occuperanno soltanto di poesie, frammenti o antologie, bensì anche di opere di una certa estensione. È bene valorizzare il contributo negli anni ’80 e ’90 dei Cadernos da Escola Dramática Galega in merito alle opere di drammaturghi stranieri, così come il lavoro di Darío Xohán Cabana, che tradusse poesia italiana del Duecento e del Trecento con il proposito di arricchire l’espressione letteraria galega, persino offrendo due versioni del Canzoniere di Petrarca (1989 e 2012) e due della Divina Commedia di Dante (1990 e 2014). Ormai nel secolo XXI, la fondazione di case editrici specializzate nella traduzione di opere letterarie straniere al galego partendo dalla lingua originale, come Rinoceronte (2005), Hugin e Munin (2011) o Irmás Cartoné (2014), valorizzò sia la traduzione diretta che le scelte fatte dal traduttore.
Quanto alla letteratura galega in Italia, i romanzieri più riconosciuti in Spagna (Manuel Rivas, Suso de Toro, Domingo Villar...) spesso vengono tradotti in italiano dalla versione in spagnolo. Le traduzioni dirette dal galego sono molto legate ai tre Centri di Studi Galeghi di Italia (Padova, Perugia e Roma). Infatti, il proposito di questi enti di istituzionalizzare la letteratura galega nello Stivale ha ridotto pian piano la forte mancanza di attività traduttrice, dalle iniziative più umili (con volantini o libretti destinati a recital e seminari) fino alla pubblicazione accademica (con articoli, capitoli di libro, libri).
In linea generale, la traduzione è indice della salute di un sistema letterario; nel caso galego, l’ecosistema è fragile ma si percepiscono piccoli progressi. Questa mostra bibliografica cerca proprio di documentare il dialogo interlinguistico e interculturale tenuto dalla Galizia e dall’Italia attraverso la traduzione letteraria.
(testo e locandina per la mostra di Pedro Basalo Bembibre)

dal 11/05/2026 09:00 al 24/05/2026 18:00 (Europe/Berlin / UTC200)
Biblioteca Beato Pellegrino, scalone lato O